Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Viernes, 24 Febrero 2017 01:00

Maria Maravillas di Gesù

María Maravillas de Jesús, al secolo María Maravillas Pidal y Chico de Guzman, nacque a Madrid il 4 novembre 1891. Fin dall'infanzia desiderò consacrarsi a Dio e dedicò la sua gioventù all'aiuto dei bisognosi.

Attratta dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce e mossa dal suo amore per la Vergine Maria, entrò nel Carmelo dell'Escorial il 12 ottobre 1919.

Nel 1924 fondò un Monastero di Carmelitane Scalze nella località Cerro de los Angeles, centro geografico della penisola iberica, accanto al monumento al Cuore di Gesù, come luogo di preghiera e immolazione per la Chiesa e per la Spagna. 

Durante la persecuzione religiosa Madre Maravillas brillò per il suo spirito di riparazione, la sua fortezza, serenità e fiducia nel Signore. Nel segno della fedeltà a Santa Teresa procedette alla fondazione di altri dieci conventi carmelitani, recuperando luoghi tradizionali di S. Teresa e S. Giovanni. Priora durante lunghi anni, formò le sue consorelle con la testimonianza delle sue virtù e si distinse per la sua vita mistica, l'ardore apostolico e la bontà unita a fermezza verso coloro che la consideravano una vera madre. Morì nel Carmelo di La Aldehuela, l'11 dicembre 1974, pronunciando le seguenti parole: "Che felicità morire carmelitana!".

La cerimonia della beatificazione si tenne il 10 maggio 1998. La solenne cerimonia della canonizzazione il 4 maggio 2003.

Viernes, 24 Febrero 2017 01:00

Maria di Gesù Crocifisso

Nacque ad Abellin (Nazareth) il 5 gennaio 1846 da famiglia greco-cattolica. Fu battezzata col nome di Mariam. Orfana a due anni, fu adottata dallo zio con il quale, nel 1854, si recò ad Alessandria d’Egitto. Fidanzata dodicenne a sua insaputa, per annullare le nozze si recise i capelli, suscitando le ire degli zii che la confinarono con la servitù. A un ex domestico che, sapute le angherie che subiva dai parenti, l’invitò a rifiutare la fede, subito protestò: “Sono figlia della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana”. La reazione fu un colpo di scimitarra alla gola. Poi, avvolta esanime in un lenzuolo, fu abbandonata per strada. Si risvegliò in una grotta, assistita da una religiosa vestita d’azzurro – Miriam diceva fosse la Vergine – che le profetizzò il suo futuro. Guarita, peregrinò tredicenne come domestica ad Alessandria, Gerusalemme e Beirut.

Nel 1863 con la famiglia Naggiar si trasferì a Marsiglia, dove avvertì la chiamata alla vita consacrata. Nel 1865 entrò tra le Suore di S. Giuseppe dell’Apparizione, che però non l’ammisero alla Professione, spaventate dai fenomeni straordinari che Mariam riteneva una malattia: rapimenti, visioni e, dal 29 marzo 1867, le stimmate. Il 14 giugno 1867 entrò nel Carmelo di Pau dove il 27 luglio vestì l’abito col nome di Maria di Gesù Crocifisso. Nel 1870 partì per Mangalore per la fondazione di un monastero, ma due anni dopo tornò a Pau per incomprensioni che, insieme a una dolorosa infestazione diabolica, costituirono la sua grande purificazione.

Nel 1872 Suor Maria confidò ai superiori che il Signore voleva un Carmelo a Betlemme: vi giunse l’11 settembre 1875 con la collaborazione generosa di Berta Dartigaux. Architetto e direttrice dei lavori, il 22 agosto 1878 cadde, fratturandosi un braccio che andò in cancrena. Il 26 agosto santamente morì.

La cerimonia di beatificazione si tenne il 13 novembre 1983. La solenne cerimonia della canonizzazione il 17 maggio 2015. 

Viernes, 24 Febrero 2017 01:00

Giovanni della Croce

Nacque a Fontiveros vicino ad Avila, un borgo della Vecchia Castiglia spagnola, nel 1542. Il padre Gonzalo de Yepes fu cacciato di casa e diseredato per aver sposato una povera tessitrice di seta, Catalina Álvarez. Orfano di padre già in tenera età, si trovò a doversi spostare di città in città con la laboriosa e attiva madre per il loro sostentamento economico, dovendo quindi studiare e lavorare in luoghi sempre diversi.

Nel periodo tra il 1551 e il 1559 ebbe una formazione culturale ed artigiana nel "Colegio de los doctrinos" di Medina del Campo (oggi nella provincia di Valladolid), dove si era trasferito con la madre. Successivamente fu falegname, sarto, pittore e intagliatore; quindi accolito della Chiesa della Maddalena, commesso e aiutante infermiere nell'Ospedale della Concezione. Nel 1563 entrò nell'Ordine Carmelitano. Tra il 1564 e il 1568 completò gli studi teologici e filosofici all'Università di Salamanca, e nel 1567 fu ordinato sacerdote.

Nell’ottobre 1567, incontrò Teresa d'Avila che stava attuando una riforma del Carmelo. Il 9 agosto 1568, dopo numerosi colloqui con Teresa d'Ávila, partì per Valladolid dove Teresa doveva fondare un monastero di Carmelitane Scalze. Qui rimase fino ad ottobre, informandosi dettagliatamente sulla nuova vita riformata. Dopodiché, andò a Duruelo (Segovia), dove adattò un cascinale a primo convento di Carmelitani Scalzi; il 28 novembre, prima domenica d'Avvento, vi inaugurò la vita riformata; in tale occasione assunse il nome di Giovanni della Croce.

Tra il 1572 e il 1577 svolse attività di guida spirituale nel monastero dell'Incarnazione di Ávila. Il 2 dicembre 1577, nella prigione del convento dei Carmelitani Calzati di Toledo. Rimase rinchiuso per più di otto mesi, sottoposto a maltrattamenti fisici, psicologici e spirituali, trovando peraltro l'ispirazione per comporre alcuni dei suoi poemi mistici più noti. Riuscì a fuggire il 17 agosto 1578.

Nel 1591 fu dimesso dagli incarichi direttivi nell'ordine e ammalato, il 28 settembre, si recò ad Úbeda (Jaén), dove trascorse gli ultimi mesi di vita. Qui morì nella notte tra il venerdì 13 e il sabato 14 dicembre 1591 all'età di 49 anni. Dal 1593 i suoi resti incorrotti riposano a Segovia.

La cerimonia della beatificazione si tenne nel 1675. La solenne cerimonia della canonizzazione il 27 dicembre 1726. Nel 1926 gli venne conferito il titolo di "Dottore della Chiesa".

Martes, 21 Febrero 2017 01:00

Documentazione

icona pdfPositio Super Virtutibus

Miércoles, 25 Enero 2017 01:00

Teresa di Gesù

Teresa de Ahumada nasce ad Avila il 28 marzo del 1515. Suo padre, Alonso de Cepeda, dopo esser rimasto vedovo con due figli, si sposa con Beatrice de Ahumada. Teresa è la terza di dieci figli avuti dalla coppia. Cresce in un ambiente molto religioso, nel quale sviluppa una particolare sensibilità per il trascendente sin dalla tenera età. A tredici anni perde la madre. Questo colpo e la crisi propria dell’adolescenza aggravano un problema affettivo che si trascina dolorosamente fino alla conversione definitiva. Fisicamente aggraziata e con grandi attitudini sociali, ben presto trionfa nelle “vanità del mondo”. Nel collegio di Santa Maria delle Grazie, dopo una forte lotta interiore, prende la decisione di diventare religiosa.

Quando suo padre vuole impedire la sua entrata al Carmelo dell’Incarnazione, Teresa fugge. Tale decisione che le pesa moltissimo, nonostante il fatto che ha ormai 20 anni e vuole essere libera di realizzare il proprio destino. All’Incarnazione vivrà per ben 27 anni. Emette la sua Professione nel 1537, ma dopo un anno cade vittima di una strana malattia. La famiglia si allarma e l’affida a una famosa guaritrice. Il trattamento però la fa peggiorare a tal punto che la credono morta. Durante la malattia entra in contatto con il misticismo francescano attraverso la lettura del Tercer Abecedario di Osuna, opera che la introduce nell’orazione di raccoglimento. Rientrata in monastero l’appello interiore alla solitudine e alla preghiera è ostacolato per molti anni.

Nel 1554, davanti ad una statua di un Cristo “molto piagato” inizia la sua conversione. D’ora in poi non sarà mossa dal timore, ma da un profondo amore a Colui che l’ha amata per primo. Teresa di Gesù sperimenta come la misericordia di Dio trasforma la sua vita. Tuttavia, non si rifugia in un intimismo egocentrico e sterile. Il frutto della sua conversione è una feconda attività di fondatrice e scrittrice che la impegnerà fino alla morte. Teresa sogna una piccola comunità che viva autenticamente il Vangelo, un luogo di preghiera e di lavoro, di silenzio e di fraternità. Nel 1562, tra numerose difficoltà, questo sogno diventa realtà con la prima fondazione delle Scalze: il monastero di san Giuseppe ad Avila.

Per Teresa i giorni trascorrono gioiosamente, fino al giorno in cui la testimonianza di un missionario, giunto da poco dalle terre d’America recentemente scoperte, la scuote nell’intimo. Sentendo parlare delle sofferenze di tante creature, maltrattate dall’ambizione coloniale e della mancanza di evangelizzatori, avverte l’urgenza di estendere la sua opera. Ha 52 anni. A partire da questo momento, la sua vita è così intensa di viaggi e nuove fondazioni che l’immagine che è rimasta nella storia è di una “santa andariega”, vagante. Fondatrice di monache e di frati, percorre più di seimila chilometri per le strade spagnole del secolo XVI e fonda 16 monasteri di monache a un ritmo prodigioso (1567-1582). Teresa dona la sua vita, incurante della mancanza di salute, per il servizio di Dio e della Chiesa. È convinta dell’importanza della missione ecclesiale delle sue case di preghiera. Concepisce l’orazione come un’onda che, dalla trasformazione della propria persona, si espande in tutti gli angoli della terra.

Santa Teresa muore il 4 ottobre del 1582 ad Alba de Tormes. È beatificata da Paolo V nel 1614, canonizzata da Gregorio XV nel 1622 e proclamata Dottore della Chiesa da Paolo VI nel 1970. È la prima donna a cui è stato concesso questo titolo insieme a santa Caterina da Siena.

icona links Video per la festa della nascita di Santa Teresa

icona links Video per la festa della nascita di Santa Teresa

icona links Video per la festa della nascita di Santa Teresa

icona links Video per la festa della nascita di Santa Teresa


Miércoles, 25 Enero 2017 01:00

Iter Benigno di S. Teresa di Gesù Bambino

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Miércoles, 25 Enero 2017 01:00

Benigno di S. Teresa di Gesù Bambino

P. Benigno di S. Teresa di Gesù Bambino (Angelo Calvi), dalla famiglia e dall’oratorio parrocchiale, ebbe un’educazione alla fede forte e lieta, fondata su un grande amore per l’Eucaristia. A 17 anni, dopo ponderato discernimento, si sentì chiamato al sacerdozio nel Carmelo teresiano.

Una novena a S. Teresa di Gesù Bambino gli concesse di superare difficoltà insormontabili nella ripresa degli studi. Divenne un convinto imitatore della Santa la cui via di abbandono fiducioso in Dio, che è Padre, divenne la cifra della sua vita.

Trascorse gli ultimi mesi della sua esistenza a Concesa di Trezzo sull’Adda (MI) come vice Maestro dei novizi. Qui gli fu pure chiesto di supplire il parroco nella vicina parrocchia, dove rifulse la sua carità sempre sorridente e senza limiti verso gli infermi, i poveri, i giovani e le famiglie.

Morì a soli 28 anni per una forma tumorale intestinale, offrendo la sua vita per la Provincia religiosa che, per una truffa bancaria, correva il serio pericolo si venire soppressa (otto conventi, dieci monasteri). Un mese dopo la sua morte tutto si risolse in bene.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 20 dicembre 2003.

 

superiore generale ringrazia papa