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Monday, 10 February 2020 09:34

Maria Teresa di San Giuseppe (Kierocińska)

Nacque il 14 giugno 1885 a Wieluń (Polonia) in una famiglia numerosa di proprietari terrieri di una religiosità profonda. È stata battezzata il 21 giugno 1885. Già nel giorno della Prima Comunione, il 9 giugno 1895 (nello stesso giorno sanata Teresa di Gesù Bambino si ofrirí la vita d’Amore Miseriordioso) provò una viva intimità di Gesù Eucaristico e desiderò dedicarsi completamente a Dio. La sua vocazione incontrò delle difficoltà da parte dei genitori e soprattutto da parte del padre. Da giovane conobbe le opere di Santa Teresa di Gesù il che ebbe un forte influsso sulla sua vita spirituale. Nell’ambiente familiare conduceva una vita di preghiera profonda, del sacrificio e dell’amore per il prossimo.

Dal 1909 fu sotto la guida spirituale del Servo di Dio Padre Anselmo Gądek OCD (1884-1969). Il 11 maggio 1911 entrò al Terzo Ordine dei Carmelitani scalzi a Cracovia e il 6 ottobre 1914 fece una professione, prendendo il nome di Teresa. Quando Padre Anselmo, come provinciale della provincia polacca, fondò il 31 dicembre 1921 la Congregazione contemplativo-attiva delle Suore Carmelitane del Bambino Gesù, nominò Janina Kierocińska la prima superiora della nuova Congregazione. Da allora come Madre Teresa di San Giuseppe, insieme alle suore della nuova comunità, cominciò a servire Dio e la gente nel quartiere più povere di Sosnowiec. Durante la permanenza di Padre Anselmo a Roma (1925-1947), Madre Teresa per 21 anni, cioè fino alla morte, dirisse la vita della Congregazione secondo la costituzione, scritte da lui e approvati nel 1933 dal vescovo di Częstochowa.

La Serva di Dio formasse le suore nel carisma data da P. Fondatore nell’infanzia spirituale e guidasse delle opere dell’apostolato e della misericordia fra i poveri. Durante la seconda guerra mondiale mostrò un eroico coraggio. Proteggeva nel convento le ragazze destinate alla deportazione in Germania, aiutava i soldati dell’ “Armia Krajowa”, organizzava l’aiuto per profughi, la cucina per i poveri e l’orfanotrofio, si dedicava all’insegnamento clandestino ai bambini e alla gioventù. Nei tempi dell’occupazione tedesca rischiava la propria vita salvando gli Ebrei e dopo la morte, nel 1992, è stata decorata con la medaglia dei Giusti tra le Nazioni assegnata dall’Istituto della Memoria Nazionale Yad Vashem a Gerusalemme. Dopo la guerra Madre Teresa insieme alle suore intervenne nei nuovi compiti della Chiesa in Polonia. Le suore si incaricavano della catechesi nelle scuole, tenevano una scuola materna e si dedicavano al lavoro caritatevole.

L’amore magnanimo, che provava per ogni uomo, sorgeva dalla sua profonda unità con Dio. Per tutta la vita coltivava in sé lo spirito della preghiera e del sacrificio proprio per le suore e il suo cammino alla santità era una fiducia totale in Dio e la dedizione al prossimo. Si distingueva in modo particolare per il culto verso Gesù Bambino, la Santa Eucaristia, il Sacratissimo Volto di Gesù, la Madonna del Carmelo e San Giuseppe.

Morí in fama di santità il 12 luglio 1946 a Sosnowiec. Attualmente le sue spoglie giaciono nella chiesa del Sacratissimo Volto di Gesù a Sosnowiec. La causa di beatificazione di Madre Teresa di San Giuseppe é stata iniziata il 14 settembre 1983 e fu condotta nella diocesi di Częstochowa negli anni 1983-1988.

Il Decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato dal Papa Francesco il  3 maggio 2013.

icona links http://teresakierocinska.blogspot.com/


ATTENZIONE

1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.


 


(Se religioso/a: passaporto o carta di identità, lettera del Superiore Generale. Se sacerdote: passaporto o carta di identità, lettera del vescovo. Se laico: passaporto o carta di identità, lettera centro di studi di appartenenza)

Friday, 02 August 2019 17:20

Iter - Víctor Rodríguez Martínez

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Friday, 02 August 2019 17:01

Víctor Rodríguez Martínez

Víctor nacque il 12 aprile 1925 a Quintanadiez de la Vega (Palencia), figlio di Daniel Rodríguez e Margarita Martínez. Quattro giorni dopo, il 16 aprile, fu battezzato nella parrocchia di El Salvador e lì ricevette anche la Cresima il 5 ottobre 1929. Nacque in una famiglia solidamente cristiana, in cui si partecipava sempre alle celebrazioni parrocchiali, si pregava il rosario insieme ogni giorno, ci si guadagnava da vivere come contadini, si manteneva una bella amicizia con i vicini, si accoglievano e si ospitavano i poveri di passaggio per il paese.
 
All’età di due anni ebbe un'esperienza di grazia che segnò tutta la sua vita. Lo descrive così nei suoi scritti autobiografici: “Quando venne la morte per portarmi via, nel varcare la soglia, lì incontrai Gesù, Maria e Giuseppe. La Vergine mi protesse e mi prese per mano. Avevo due anni e pensavano che fossi morto. Improvvisamente una macchia rossa apparve sulla mia fronte e sul mio viso. Ecco perché mi chiamavano “pinto” (pitturato)”. Per il resto, la sua infanzia trascorse normalmente e la sua giovinezza fu quella di un ragazzo responsabile e laborioso. Le circostanze familiari, in particolare la morte del fratello Natalio durante la guerra civile, lo portarono ad aiutare il padre fin dall'età di 14 anni nei lavori agricoli tipici delle persone adulte.
 
Il 24 luglio 1948 sposò María Asunción Merino nel Santuario di Nostra Signora della Valle di Saldaña, Regina e Patrona della regione, ai piedi della Vergine che lo aveva riportato in vita! Per tirare avanti con la sua nuova casa, continuò a lavorare con suo padre, ma allo stesso tempo, per aumentare il suo reddito, iniziò ad allevare galline ovaiole con ottimi risultati. L'attività era così redditizia che presto fu in grado di espandere i magazzini, aprendo un negozio di mangimi e uova a Medina del Campo e un altro a Madrid in Calle Marcelo Usera, così da vendere direttamente quanto produceva. Al culmine dell’abbondanza, nel 1966, ci fu una crisi nazionale dell'industria avicola che lo colpì in modo brutale; così perse tutto e dovette mettere all’asta i suoi beni per soddisfare i suoi debiti con i creditori.
 
Quella che per la maggior parte dei mortali sarebbe stata la più grande disgrazia, per lui divenne la grazia più grande della vita, come testimonia il suo confessore padre Juan Jesús: “Era strano e sorprendente sentirlo dire che la grazia più grande che Dio gli aveva dato in tutta la vita, fu la rovina finanziaria, poiché in tal modo si liberò totalmente dalla cecità e dalla schiavitù del denaro e dei beni materiali, che sarebbe stata la sua rovina, servendogli insieme come illuminazione interiore e trasformazione della mente e del cuore”. Capì che tutto poteva fallire tranne Dio e quello fu il momento chiave della sua conversione.
 
Si trasferì con la sua famiglia da Medina del Campo a Madrid dove trovò lavoro come operaio nella fabbrica di imbottigliamento Pepsi-Cola, guadagnando velocemente la fiducia dei colleghi, testimoni della sua operosità, responsabilità, semplicità e gentilezza, al punto da essere ben presto scelto come loro “rappresentante” davanti all'azienda. E Victor non li deluse, perché di tanto in tanto ricevettero dei bonus per loro e nei momenti di conflitto con i vertici li difese sempre, anche in tribunale. D’altro canto, approfittò anche dell’ascendente sui compagni, per avvicinarne molti al Signore, specialmente attraverso i Cursillos de Cristiandad. Le sue parole sul Signore e il suo comportamento attento e caritatevole gli procurarono il soprannome di “Padre Vittore”, quasi fosse un sacerdote.
 
Nel 1986 gli fu concessa l'invalidità temporanea per cardiopatia ischemica e nell'aprile 1988 si parlò di invalidità permanente per “possibile morbo di Alzheimer”. Una volta congedato dal lavoro per questo motivo e avendo ormai sistemato i suoi figli sistemati, decise di andare a vivere a Velillas del Duque (Palencia) dove sua moglie aveva ereditato la casa dei suoi genitori. Lì, trovò un ambiente più tranquillo e sereno, oltre che un ambiente meno inquinato, favorevole al recupero fisico e alla vita di preghiera; così trascorse i 12 anni più sereni della sua vita, dedicandosi intensamente e totalmente alla preghiera e all'apostolato. Ma il morbo di Alzheimer progredì e la famiglia decise di tornare a Medina del Campo in cerca di quelle cure mediche che non si potevano avere a Velillas del Duque. Un anno e mezzo prima della sua morte, quando la malattia era molto avanzata e i suoi non riuscivano più a sostenere le cure di cui aveva bisogno, decisero di portarlo al Centro Diurno della Croce Rossa, dove si spense all’alba del 21 febbraio 2012.
 
Lungo la sua esistenza Victor conobbe e amò il Carmelo, emettendo la professione come Carmelitano scalzo secolare; seguendo i suoi fondatori santa Teresa di Gesù e san Giovanni della Croce, si distinse per essere un uomo di preghiera, attraverso una profonda esperienza di Dio e un amore speciale per Maria. Nel suo grande amore per l'Eucaristia decise anche di iscriversi all'Adorazione notturna, senza mancare mai all'appuntamento, la sera del 21 di ogni mese. Inoltre, fu membro secolare della Congregazione di San Filippo Neri, di cui divenne Fratello Maggiore per sei anni consecutivi, distinguendosi per la dedizione e delicatezza verso i malati. Infine, come già detto, appartenne ai Cursillos de Cristiandad, cosa che gli permise di realizzare un rinnovamento religioso in molti suoi colleghi in fabbrica.

 

Il 18 dicembre 2021 è stato aperto il processo diocesano sulla "vita, virtù eroiche, fama di santità e di segni" nella diocesi di Valladolid.


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Friday, 02 August 2019 15:56

Iter - Anselmo di Sant'Andrea Corsini

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).