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Monday, 23 January 2017 01:00

Iter Elisabetta della Trinità

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Monday, 23 January 2017 01:00

Documenti

Thursday, 27 October 2016 02:00

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Monday, 03 October 2016 02:00

Zaccaria di S. Teresa

Nacque ad Abadiano (Vizcaya, Spagna) il 4 novembre 1887; fece i suoi primi studi nel collegio dei Gesuiti di Durango in Spagna.

A 15 anni entrò nel Noviziato dei Carmelitani Scalzi, dove il 12 settembre 1904 fece la professione prendendo il nome di Zaccaria di S. Teresa. Frequentò i corsi di teologia e filosofia nelle città spagnole di Bilbao-Begoña, Vitoria e Pamplona, per proseguire il suo perfezionamento a Roma, dove venne ordinato sacerdote il 14 luglio 1912.

Quasi subito fu inviato nel vastissimo campo missionario dell’India e destinato al seminario apostolico di S. Giuseppe nella città di Puthempally, da lì poi trasferito ad Alwaye nello Stato indiano del Kerala, giungendovi il 20 novembre 1912, con l’incarico di insegnare filosofia, specie quella induista, nella quale divenne un valente esperto.

A 26 anni nel 1913 venne nominato prefetto degli studenti di filosofia; la sua veloce e meritevole carriera fra gli studenti superiori, lo portò a diventare a 47 anni, nel 1934, direttore spirituale dell’Istituto. Nel 1945 divenne vicerettore del grande seminario di Alwaye, che era giunto ad essere frequentato da più di 700 chierici maggiori dei tre riti cristiani esistenti in India, il latino, il malabarico e il malankarico e di diversi Istituti religiosi.

Nel 1955 a 68 anni fu designato come preside del nuovo edificio distinto per i filosofi; carica che tenne per due anni. La sua opera di carmelitano missionario, si svolse praticamente tutta nell’insegnamento e nella formazione di generazioni di giovani sacerdoti indiani, che pur nelle distinte forme di culto cristiano, tipiche del subcontinente indiano a cui appartenevano, riconobbero concordi in lui la guida sicura, il teologo e filosofo insigne, il padre spirituale del loro giovane sacerdozio.

Ma padre Zaccaria di S. Teresa, non si distinse solo per l’insegnamento, egli fu soprattutto un uomo apostolico di grande fede, con uno spirito di pietà e di ardente zelo per raggiungere la conversione delle anime, inoltre fu valente direttore del seminario. Fu anche autore degli “Studies on Hinduism” in 5 volumi, raccolte delle lezioni delle varie materie che insegnava, che diede alle stampe. Sempre nel Seminario, diede vita all’Associazione “Sacred Heart Conversion League” dedita alla preghiera e alla penitenza ed editrice con sede nel Seminario, di tre pubblicazioni periodiche proprie e di tutta una serie di opuscoli a diffusione popolare, riguardante l’apologetica e la formazione dottrinale e spirituale.

Sempre richiesto da tutti, anche dai non cristiani, elargiva senza distinzione bontà ed aiuti nel limite del possibile. Con la sua semplicità evangelica, disponibilità generosa, integrazione nell’ambiente e mentalità indiana, la carità, l’orazione e povertà, unita alla sua preparazione culturale, divenne la figura del santo missionario, dando oltretutto onore all’abito dei Carmelitani Scalzi a cui apparteneva. Fu teologo al Primo Concilio plenario dell’India, commissario apostolico dei Terziari Carmelitani Scalzi di rito latino, collaboratore efficace di più pubblicazioni periodiche.

Nel 1957 quando aveva 70 anni, fu trasferito a Vellore, dove venne operato per un tumore addominale, che negli ultimi tempi aveva scosso violentemente la sua vita e la sua attività; ma si trattava di un male maligno e poco dopo senza lamentarsi, pregando e affidato completamente a Dio, si spense il 23 maggio 1957.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 27 gennaio 2014.

Monday, 03 October 2016 02:00

Maria Veronica della Passione

Nacque a Costantinopoli (oggi Istanbul) il 1 ottobre 1823. Suo padre era il cappellano Anglicano dell'Ambasciata Britannica.

Durante l'adolescenza avvenne in lei un profondo cambiamento. Trascorreva molte ore in preghiera e si sentiva attratta da Dio senza capire esattamente dove viene portata e ciò che ella stessa vuole.

Si sentì attratta dalla Chiesa Cattolica, in particolare dalla vita sacramentale: l'Eucaristia e la confessione. La madre e gli altri familiari, profondamente radicati nella tradizione Anglicana, erano infastiditi da questa novità. Ma Sophie sapeva che Dio la stava guidando verso percorsi sconosciuti. Troncò il fidanzamento che aveva accettato con un giovane ufficiale di marina di bell'aspetto e si convertì al cattolicesimo il 2 febbraio 1850 a Malta.

Poco dopo andò in Francia (1851) ed entrò nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione. Il 14 settembre 1851 prese il nome religioso di suor Maria Veronica della Passione. Nella nuova congregazione avrà l’incarico di maestra delle novizie per alcuni anni.

Nel 1862 venne mandata in India. Il Vescovo di South Kanara Mgr. Michael Antony OCD aveva fatto appello alla Francia perché venissero inviate giovani suore da destinare all'istruzione delle ragazze, e come primo passo aveva acquistato una casa a Calicut nel 1860 ed aveva apportato le modifiche necessarie fino a farla diventare un convento. Su richiesta della popolazione locale la scuola fu aperta il 1º aprile 1862, con il nome di Scuola di San Giuseppe.

Madre Veronica e suor Maria Giuseppina dopo un lungo e fatico viaggio, e una breve sosta a Mangalore, arrivarono a Calicut il 27 aprile 1862, si fecero carico del Convento di San Giuseppe e della scuola, e Madre Veronica ne divenne superiora. Trascorse due anni a Mangalore e Kozhikode.

Tuttavia il Vescovo di Mangalore, Lucien Garrelon – un Padre Carmelitano francese – desiderava avere suore Carmelitane per l'educazione delle ragazze della sua diocesi. Da sempre attratta dalla vita contemplativa, Madre Veronica accettò la sfida. Per prepararsi a svolgere questo compito partì per la Francia ed entrò nel noviziato di clausura del Carmelo a Pau il 2 luglio 1867.

Dopo un anno di formazione aprì, il 16 luglio 1868, una casa a Bayonne (Francia) con lo scopo di preparare un gruppo di giovani suore per il Terz'ordine Carmelitano Regolare o altrimenti detto Carmelo per le missioni. Fu in quel tempo che l'espressione Carmelo Apostolico cominciò ad essere usata nella sua corrispondenza. Attraverso le Suore da lei formate a Bayonne fondò il Carmelo Apostolico a Mangalore (Karnataka) nel 1868.

A causa di profonde differenze di punti di vista con il vescovo di Mangalore, in parte causate dalla presenza della giovane araba mistica, Mariam Baouardy, tra le Carmelitane, diverse suore dovettero tornare in Francia.

Dispiaciuto della decisione presa dal vescovo di Mangalore, il vescovo di Bayonne negò ad altre suore il permesso di partire per l'India. Di conseguenza la casa di formazione carmelitana di Bayonne venne chiusa (11 ottobre 1873) e Madre Veronica tornò al Carmelo di Pau, dove fece di nuovo il noviziato. Aveva 51 anni quando pronunciò la professione solenne come Carmelitana di Clausura (21 novembre 1874).

Quando il Carmelo di Pau ricevette la richiesta di aprire una casa in Terra Santa, la Madre Superiora affidò a Madre Veronica la responsabilità di un gruppo di 10 suore Carmelitane (tra cui Mariam Baouardy) per dare vita al Carmelo di Betlemme (20 agosto 1875). Il Carmelo di Betlemme aveva adottato la versione più rigorosa della Regola Carmelitana. Spiritualmente Madre Veronica attraversò momenti oscuri, aveva degli scrupoli e si sentiva abbandonata da Dio. Nel 1887 – all'età di 67 anni – chiese ed ottenne il permesso di tornare a Pau.

Madre Veronica visse altri 19 anni nel Carmelo di Pau. Si teneva in contatto con le sorelle del Carmelo Apostolico di Mangalore, le incoraggiava nelle difficoltà, e scriveva la storia degli inizi del Carmelo Apostolico. Preparò anche una breve biografia della giovane suora araba carmelitana (1903) che ella aveva guidato e conosciuto molto bene.

Negli ultimi anni della sua vita arrivarono alcune consolazioni. La sua famiglia si riavvicinò: sebbene fosse fermamente Anglicana, le fece visita a Pau, compreso un giovane cugino che era diventato pastore Anglicano.

Morì nel Carmelo di Pau il 16 novembre 1906 all'età di 83 anni, molto amata e stimata dalle consorelle del Carmelo, sia quelle di clausura, sia quelle di tradizione apostolica.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato l’8 luglio 2014.

Monday, 03 October 2016 02:00

Teresa di Sant’Agostino

Nacque a Versailles (Francia) il 15 luglio 1737, figlia di Luigi XV e di Maria Leszczynska.

Nell'aprile 1770, con il consenso del padre re di Francia, entrò nel convento carmelitano di Saint-Denis, assumendo il nome di Maria Teresa di S. Agostino o Teresa di S. Agostino. Tutta la Francia rimase ammirata dal suo gesto. Papa Clemente XIV le scrisse una lettera per complimentarsi del suo gesto.

Nel convento si è sforzata di non avere nessun privilegio, nonostante la sua condizione regale. Ella imparò inoltre a pregare stando in ginocchio, cosa che le era particolarmente difficile e doloroso a causa di un difetto ad una gamba, causato da un incidente nella sua infanzia.

Dopo anni di sacrifici accettati con gioia, fu eletta superiora del convento. In questa sua veste si adoperò per aprire la Francia ai carmelitani austriaci perseguitati dall'imperatore Giuseppe II, avvalendosi del suo ascendente sul nipote, re di Francia, Luigi XVI. Per eliminare questa influenza fu ordito un complotto per avvelenarla. Infatti, nel novembre 1787 cominciò ad accusare forti dolori allo stomaco, che si aggravarono sempre più.

Morì il 23 dicembre 1787 dopo una vita ascetica e di penitenza.

Il decreto sulle virtù eroiche venne promulgato il 18 dicembre 1997.

Monday, 03 October 2016 02:00

Maria Felicia di Gesù Sacramentato

Nacque a Villarrica (Repubblica del Paraguay) il 12 gennaio 1925. Primogenita di sette fratelli nata dal matrimonio di Ramón Guggiari e Arminda Echeverría. María Felicia Guggiari Echeverría, detta Chiquitunga, fu una giovane vissuta in Paraguay nella prima metà del ventesimo secolo.

Aderì con entusiasmo all’Azione Cattolica, vivendo nel cammino associativo il servizio ai bambini, ai poveri e agli ammalati. Ebbe un’amicizia speciale con Ángel Sauá Llanes, laureando in Medicina e socio di Azione Cattolica come lei, che le confidò il suo desiderio di diventare sacerdote.

Dopo l’incontro con madre Teresa Margherita del Sacro Cuore, priora del primo Carmelo paraguayano, iniziò a comprendere quale fosse la sua vocazione: a trent’anni entrò nel convento carmelitano di Asunción e prese il nome di suor Maria Felicia di Gesù Sacramentato. Nel gennaio 1959 scoprì di essere malata di epatite infettiva: offrì quindi la sua condizione con la stessa generosità che l’aveva vista impegnata nell’apostolato e con la quale rinunciò al sentimento per il suo amico.

Morì il 28 aprile 1959, a 34 anni. I suoi resti mortali riposano dal 28 aprile 1993 nella cappella del Carmelo di Asunción.

Il 23 giugno 2018 si è tenuta in Asunción la solenne celebrazione della beatificazione.


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icona pdfTESTI LITURGICI per la ricorrenza della Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato

icona pdf 28 Aprile - Beata Maria Felicita di Gesù Sacramentato Guggiari Echeverría, vergine



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Monday, 03 October 2016 02:00

Marcello della Vergine del Carmelo

Nacque a Kiskomárom (oggi Zalakomár), Ungheria,  il 9 settembre 1887.

A 38 anni lasciò tutto per entrare definitivamente proprio nel Carmelo. Dopo la sua ordinazione venne nominato maestro dei novizi e in questo ruolo si espresse meravigliosamente come padre, madre, fratello, direttore spirituale, insegnante nei confronti dei suoi allievi.

Divenne famoso in Ungheria sia come predicatore e sia come confessore diventando direttore spirituale di varie autorità ecclesiastiche.  Il suo padre provinciale nel 1950 gli diede un mese di vacanza perché scrivesse la storia della sua vita rispondendo principalmente alla domanda di fondo e cioè quale influsso avesse avuto la Vergine Maria nella sua anima. Così egli potè meglio riscoprire se stesso volgendo indietro il suo sguardo nella sua giovinezza.

La soppressione degli ordini religiosi nel 1950 lo costrinse a lasciare il convento ma la sua speranza  era irremovibile e, da qualche testimonianza raccolta, si vedeva che egli mostrava una sicurezza e una certezza del tutto incomprensibile alla maggior parte dei religiosi. Fece persino un voto d’amore oramai convinto che nulla poteva separarlo dall’amore di Dio.

Padre Marcello dovette adattarsi a vivere in famiglia condividendo la stanza e dovendo praticare una povertà ancora più stretta di quella del convento. Non poteva predicare né celebrare messa (che però fece nascostamente). Perse il dono dell’udito ma anche se malato non si sentiva inutile, anzi cercava di essere più ricettivo alle notizie esterne, senza concentrarsi verso il suo male. Assorbiva le novità che arrivavano da Roma. In particolare scriveva nel suo diario i discorsi papali, le intuizioni dei padri conciliari circa la riforma liturgica e la rivalutazione del ruolo dei laici all’interno della Chiesa.

Morì il 29 maggio 1966 a Budapest  all’alba della domenica di Pentecoste, la festa dell’Amore divino e i confratelli videro in questa coincidenza un segno inequivocabile che la Santissima Trinità lo aveva finalmente accolto nel suo seno. 

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 9 dicembre 2013. 

Monday, 03 October 2016 02:00

Giovanni Vincenzo di Gesù Maria

Nacque a Bérriz (Vizcaya) nel 1862

Di nobile ed austera stirpe basca di militari, educato in una famiglia colma di affetti, ancora ragazzo si staccò da tutto e da tutti per salire il Monte Carmelo.

I passi, mossi l'uno dopo l'altro, non possono che lasciare strabiliati: studente intelligente e novizio fervoroso, prete ardente e superiore paterno, missionario in terre, allora quasi inaccessibili, percorse a piedi, in canoa o su un carro di buoi.

Studioso di lingue indiane, scrittore prolifico, giornalista avvincente, mendico giramondo. E, quanto più conta, adoratore notturno dell'Eucaristia e contemplativo incessante. Uomo integro e rigoroso fondatore di un eremo. Scattante nel suo perenne umorismo. Autentico figlio di Santa Teresa di Gesù.

Mori a San Sebastiàn nel 1943.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 12 gennaio 1996.

Monday, 03 October 2016 02:00

Francesco di Gesù Bambino

Nacque a Villapalacios (Albacete) nel 1544 e passò una giovinezza piena di stenti facendo il pastore.

Ventenne si trasferì ad Alcalá de Henares, dove entrò a servizio dell'ospedale di Antezana; ivi operò prodigi di carità confermati anche da miracoli, particolarmente per mezzo della devozione a Gesù Bambino che aveva costituito suo procuratore e nel cui nome chiedeva elemosine e aiuti. Da questa intimità prodigiosa col Santo Bambino venne a lui il nome di Francisco del Niño Jesús, che tenne poi come nome proprio da religioso, chiamato così anche dai re e dai grandi di Spagna che lo amavano e veneravano.

Mosso da divina ispirazione a farsi carmelitano scalzo, vinte le resistenze ripetute della città di Alcalá e dello stesso Filippo II che due volte gli ottenne da Roma la dispensa dal voto fatto di rendersi religioso, il 12 aprile 1598 a Madrid ricevette l'abito come fratello converso, emettendo la professione il 13 aprile dell'anno seguente.

Mandato in seguito a Valenza, su richiesta della corte, riuscì con le autorità municipali, a fondarvi - come aveva fatto ad Alcalá - la casa di S. Gregorio per le convertite (1600), appoggiato dall'arcivescovo s. Giovanni de Ribera, che già lo aveva conosciuto a Madrid e che lo venerava come un santo, portandolo con sé anche nelle visite pastorali durante le quali F. insegnava il catechismo e operava prodigi. Salvò Valenza dalla peste, aiutò molte opere pie, costituendovi una « dogana di Gesù Bambino », guardaroba e magazzino dove raccoglieva quanto era necessario per i suoi poveri.

Richiamato dall'obbedienza a Madrid nel dicembre del 1603, poco dopo, a causa del continuo accorrere della gente, dai superiori, che non vedevano bene la sua popolarità e la fama di santità e miracoli che lo seguiva, fu relegato nello sperduto noviziato di Pastrana (Guadalajara) da cui, per lo stesso motivo, fu trasferito nel deserto di Bolarque. Ma presto, assediato anche lì dalle folle, dovette tornare a Pastrana e, infine, di nuovo a Madrid, seguito ovunque da turbe di gente.

Quivi, cercando di sottrarsi ai fedeli per andare incontro ai superiori, nella preghiera e nella penitenza si preparò alla morte che accolse santamente il 26 dicembre 1604, proprio durante le feste del suo Bambino Gesù.

Il 1 gennaio 1769 venne promulgato il decreto sulle virtù eroiche.