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Monday, 03 October 2016 02:00

Maria Eletta di Gesù

Nacque a Terni il 28 gennaio 1605, terza figlia del nobile Alessandro.

All’età di ventun’anni, insieme alla sorella Lucia, entra nel monastero delle Carmelitane Scalze della sua città, da poco fondato.

Il 5 settembre 1629 lascia Terni insieme a una consorella. E’ infatti destinata alla fondazione del Carmelo di Vienna, del quale – pur giovanissima – sarà priora dal 1638 al 1642, anno in cui le viene affidata la fondazione del monastero di Graz, dove vive i suoi anni più felici e spiritualmente più fecondi.

Nel 1656 è incaricata di fondare un terzo monastero a Praga. Vera figlia di santa Teresa d’Avila, obbedisce con slancio e contribuisce così a promuovere un vero risveglio spirituale della capitale boema.

E’ a Praga che Madre Maria Eletta chiude il suo itinerario terreno, l’11 gennaio 1663, circondata dall’amore e dalla venerazione delle sue figlie spirituali che conservano il suo corpo incorrotto, ancora oggi oggetto di venerazione.

L'Inchiesta diocesana sulla "vita, virtù e fama di santità" si è chiusa il 28 giugno 2007. Il 13 novembre 2009 è stato concesso il decreto di validità.

Sunday, 02 October 2016 02:00

Maria Eugenio di Gesù Bambino

Henri Grialou (il suo nome secolare) nasce in una modesta famiglia di minatori dell’Aveyron, nel centro della Francia. Attirato da Dio fin da piccolo, desidera essere sacerdote. Nel seminario minore scopre la piccola Teresa di Gesù Bambino. Siamo nel 1908, ha 13 anni: rimane toccato in modo determinante da questa amicizia sovrannaturale, che influirà sulla sua vita e sulla sua missione. Un padre carmelitano scriverà che egli è uno dei migliori specialisti della piccola Teresa.

Al seminario maggiore scopre san Giovanni della Croce e si sente fortemente colpito dal riformatore carmelitano spagnolo del XVI secolo: capisce di essere chiamato a camminare alla sua sequela e di somigliare a lui. Sul letto di morte confesserà: “In fondo all’anima, è con san Giovanni della Croce che io vivo”.

E’ così che egli entra al noviziato dei Carmelitani appena dopo la sua ordinazione sacerdotale, nel febbraio 1922.

Impara a conoscere Teresa d’Avila, la grande riformatrice del Carmelo, e trova in lei la madre degli spirituali, che descrive “ardente e luminosa (…), sublime ed equilibrata, anima regale, materna e divina, genio umano in ciò che ha più di concreto e di più universale” (“Voglio vedere Dio”, 443). Fin dal noviziato, egli fa delle elevate esperienze mistiche che segneranno tutta la sua vita.

1923, 1925, 1926, è il periodo della beatificazione e canonizzazione di Teresa di Lisieux, poi della proclamazione di Giovanni della Croce Dottore della Chiesa. Il nostro giovane carmelitano (28-31 anni) predica molto in diversi ambienti francesi e percepisce ovunque, in particolare nei laici, una sete spirituale che trova una risposta adeguata nell’insegnamento del Carmelo. Capisce allora che la sua missione è quella di “condurre le anime a Dio” e di formarle all’unione della contemplazione e dell’azione, mostrando loro il cammino dell’orazione e della vita nello Spirito.

1929. Alcune giovani donne che vogliono donarsi a Dio gli chiedono di guidarle. Esse realizzano a poco a poco il pensiero che lui aveva, di formare un gruppo dove si univano azione e contemplazione nel mondo, per portare Dio dove gli uomini non lo conoscono. La donazione del santuario di Notre-Dame de Vie, in Provenza (Venasque), gli consente di cominciare la sua opera. L’Istituto Nostra Signora della Vita è nato (1923).

1937: padre Maria Eugenio viene eletto Consigliere Generale dei Carmelitani a Roma e lo resterà per 17 anni. Alla morte del Padre Generale dirige l’Ordine per 18 mesi, fino al Capitolo del 1955. E’ durante questo periodo romano che Pio XII lo nomina Visitatore Apostolico delle Monache Carmelitane di Francia e gli chiede di unirle in federazione. Lavoratore infaticabile, trova anche il tempo di pubblicare in due tomi la sua opera maestra “Voglio vedere Dio” (1949-1951).

Nel 1955 rientra in Francia, dove potrà occuparsi più da vicino della sua fondazione, senza dimenticare la sua provincia carmelitana di Avignone, poiché sta esercitando il suo terzo mandato come provinciale dei Carmelitani quando muore, il 27 marzo 1967.

La cerimonia della beatificazione si è tenuta il 19 novembre 2016.

Sunday, 02 October 2016 02:00

Elisabetta della Trinità

Elisabeth Catez nacque il 18 luglio 1880 nel Campo d’Avor presso Bourges in Francia e fu battezzata quattro giorni dopo. Nel 1887 la famiglia si trasferì a Digione; quello stesso anno le morì il padre.

Il 19 aprile 1890 ricevette la Prima Comunione, l'anno dopo il sacramento della Confermazione. Nel 1894 emise il voto privato di verginità. Sentendosi chiamata alla vita religiosa, chiese alla madre il permesso di poter entrare al Carmelo: poté riuscirci solo al compimento della maggiore età. Il 2 agosto 1901 Elisabeth entrò quindi nel Carmelo di Digione dove l'8 dicembre 1901 vestì l'abito religioso, assumendo il nome di suor Elisabetta della Trinità.

Pochi mesi dopo aver emesso la professione religiosa, avvenuta l’11 gennaio 1903, le si manifestarono i sintomi del morbo di Addison: l’accettò col sorriso, certa di essere immersa nell’unione delle Tre Persone divine. Morì ventiseienne il 9 novembre 1906.

La cerimonia della beatificazione si tenne il 25 settembre 1984. La solenne cerimonia della canonizzazione il 16 ottobre 2016.

 

Tuesday, 20 September 2016 02:00

Iter Luigi e Maria Azelia Martin

1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).

2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).


Monday, 19 September 2016 02:00

Luigi e Maria Azelia Martin

Luigi Martin nacque a Bourdeaux il 22 agosto 1823. Uomo di fede e di preghiera, coltiverà per un periodo il desiderio di consacrarsi a Dio nell’ospizio del Gran San Bernardo ma, scoraggiato dallo studio del latino, si orienterà verso la professione di orologiaio e si stabilirà ad Alençon.

Zelia Guerin nacque a Gandelain, vicino a Saint-Denis-sur-Sarthon, il 23 dicembre 1831. Ricevette una formazione che fece di lei un’abile fabbricante di merletti col Punto di Alençon. Anch’ella ebbe il desiderio della vita religiosa, ma la sua salute precaria e il giudizio negativo della Superiora delle Figlie della Carità di Alençon la dissuasero.

Zelia incontrò provvidenzialmente Luigi sul ponte Saint Leonard: incrociò un giovane uomo la cui nobile fisionomia, l’andatura riservata, l’atteggiamento pieno di dignità, la impressionarono. Nello stesso tempo, una voce interiore le mormorò in segreto: «é quest’uomo che ho preparato per te». Si  unirono in matrimonio pochi mesi dopo nella Chiesa Notre-Dame di Alençon, nella notte del 13 luglio 1858. Ebbero la gioia di dare la nascita a nove bambini; ne persero quattro in tenera età, ma né i lutti né le prove indebolirono la loro fede profonda, sostenuta dalla frequentazione quotidiana dell’Eucaristia e dalla devozione filiale verso la Vergine Maria. La loro ultima figlia è Santa Teresa del Bambino Gesù del Santo Volto, Dottore della Chiesa; di un´altra figlia, Leonia (Sr. Francesca Teresa, visitandina), è stata aperta la Causa di Beatificazione il 2 luglio di quest´anno.

Luigi e Zelia Martin sono un sublime esempio d’amore coniugale, di famiglia cristiana laboriosa, attenta al prossimo, generosa verso i poveri e animata da un esemplare spirito missionario, pronta a collaborare nelle attività parrocchiali.

Zelia morì ad Alençon il 28 agosto 1877 dopo una lunga malattia. Luigi allora si trasferì a Lisieux per assicurare alle sue cinque figlie un futuro migliore. Colui che era chiamato il Patriarca, dopo avere offerto a Dio tutte le sue figlie, conobbe l’umiliazione di una malattia invalidante, che visse con dignità. Morì vicino a Evreux il 29 luglio 1894.

La cerimonia della beatificazione si tenne il 19 ottobre 2008. La solenne cerimonia della canonizzazione il 18 ottobre 2015.

Nacque il 25 aprile del 1905 nella città di Palma di Maiorca. Fu battezzata il giorno successivo nella parrocchia di Sant’ Eulalia. Era la primogenita di genitori pii, appartenenti a illustri famiglie: Giacomo di Oleza e di Spagna e Mª della Concezione Gual di Torrella e di Villalonga. Suo padre era militare e capofamiglia del proprio lignaggio, ed anche sua madre apparteneva ad una famiglia di notabili.

Maria fece la prima comunione a sette anni. Le abitudini della sua famiglia erano molto pie e rispettose verso gli anziani. Ogni sera la famiglia intera era solita radunarsi, compresi i domestici, per recitare il rosario. Il nonno, e dopo la morte di questi, il padre, guidavano la preghiera. All’età di ventun anni, Maria si recò a Roma con sua madre. L’occasione venne fornita dai proventi di una vendita, che utilizzarono per concedersi un viaggio di piacere. Si trattò di un itinerario ricreativo ed edificante, in linea con gli usi di quel genere di famiglia.

Quando Maria aveva ventidue anni, nella quaresima del 1927, venne stabilita una missione a Palma. Ne furono incaricati i padri gesuiti, francescani, missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria e cappuccini, che si ripartirono tra la Cattedrale e le quattro grandi parrocchie della città. Questa celebre missione fece nascere un gran numero di vocazioni. Si cominciava con il rosario dell’alba, recitato alle cinque e mezzo del mattino. Maria volle assistervi, ma era ben conscia del fatto che le sarebbe stato impossibile alzarsi per quell’ora. Si rivolse alla Vergine Santissima e la pregò di cuore che l’aiutasse ad alzarsi presto. La Madonna le concesse da quel momento la grazia di potersi alzare presto ed essere puntuale. Da quel momento in poi non arrivò mai in ritardo da nessuna parte. Così ebbe inizio la missione, con questo rosario e questa grazia. Ma gli effetti furono ben più rilevanti. Varie prediche, tra cui quelle di padre Iniesta, gesuita, la colpirono profondamente. Fu in quei giorni che scoprì con gran gioia la propria vocazione religiosa.

Dopo soli venti mesi da quell’esperienza interiore entrò nel Carmelo.

La prima persona cui Maria confidò il segreto della propria vocazione fu la madre. Ma non tutto fu facile per lei durante questi venti mesi, infatti ebbe varie contrarietà e ricadute. Quando rivelò a suo padre che voleva diventare carmelitana, questi la mandò a parlare con padre Martino di Gesù Maria, carmelitano scalzo, per assicurarsi che ciò che sentiva fosse una reale vocazione religiosa.

Il 24 ottobre del 1928, giorno di San Raffaele, Maria fece il suo ingresso nel Carmelo. Aveva 23 anni. Scelse quel giorno affinché l’arcangelo la guidasse nel suo cammino. Suo padre, militare, non ebbe il coraggio di accompagnare la figlia fino alla porta del convento. L’accompagnarono la madre ed alcune delle sorelle. Ma suo padre, prima che quella sua figlia maggiore uscisse di casa per sempre, le disse, con la fermezza marziale del senso del dovere: –“Se non per diventare santa, non vi sarebbe motivo di lasciarci.” Custodì queste parole nel suo cuore, e queste la spronarono costantemente ogni giorno della sua vita. Ne fu responsabilizzata per sempre. Furono parole cui si attenne con obbedienza filiale già prima di prendere i voti.

Il 25 aprile del 1929, giorno del suo ventiquattresimo compleanno, Maria fu vestita con il santo abito della Madonna. Lei avrebbe voluto assumere il nome di Maria Teresa del Cuore di Gesù, invece le venne imposto quello di Maria della Concezione di San Giacomo e Santa Teresa, in onore ai suoi genitori. Durante il periodo del noviziato ricevette una grazia mistica assai notevole, che non volle mai descrivere. Tutto ciò che si potè sapere di questa grazia fu che si trattava di un’esperienza interiore molto intensa, qualcosa di simile al fuoco d’amore ricevuto da Santa Teresina.

Il 26 aprile del 1930,- scegliendo in questo caso l’anniversario della propria nascita alla grazia del battesimo, giorno successivo al proprio compleanno-, pronunciò i voti temporanei per un triennio. Trascorsi i tre anni, nello stesso giorno prese i voti solenni, senza attenuazione fino alla morte, come amava ripetere. Avrebbe spesso ribadito quest’impegno, specialmente quando, già anziana, si voleva prestarle qualche cura. Allora rispondeva inflessibile: Quando presi i voti, lo feci senza attenuazione, fino alla morte. In tal modo, non permetteva di venire in alcun modo accudita od aiutata.

Il diritto canonico all’epoca non permetteva di accedere all’incarico di superiore maggiore fino al compimento dei quarant’anni. Alle elezioni del 1946, appena soddisfatta tale condizione, sorella Concezione fu eletta priora. In altre sei elezioni l’incarico le fu rinnovato. Fu priora per 21 anni non consecutivi.  Per cinque trienni fu maestra delle novizie.

Verso la fine del 1998 contrasse una terribile influenza..

Il pomeriggio del 6 febbraio del 1999, vigilia della sua morte, seguì i suoi ultimi esercizi dal coro alto. Al termine, P. Giacinto Maria della Croce, o.c.d., impartì la benedizione apostolica con indulgenza plenaria.

La notte del 7 febbraio del 1999 consegnò la sua anima a Dio.

L'Inchiesta diocesana sulla "vita, virtù e fama di santità" è stata aperta il 21 dicembre 2009 presso la diocesi di Maiorca.

Wednesday, 07 September 2016 02:00

Maria del Carmine della SS Trinità

Nacque ad Itu, Stato di San Paolo (Brasile), il 25 novembre 1898. I suoi genitori erano Teotônio Bueno e Maria do Carmo Bauer.

Dopo poco tempo che Carmen venne alla luce, la madre, molto giovane, ebbe gravi problemi di salute. La piccola Carmen dovette dunque trasferirsi, insieme con la nonna paterna, in Campinas. La Serva di Dio trascorse la sua infanzia in Campinas, ed è in questa città che conobbe anche Francisco Borja do Amaral, che diventerà Vescovo di Taubaté. In questo periodo Carmen viveva un po’ con la nonna e un po’ con la sua famiglia.

Nel 1916 Carmen, insieme con la nonna, si trasferirono nella isola di Paquetá, nella Baia di Guanabara. Successivamente fece il suo ingresso nel Collegio Sion di San Paolo e il 23 settembre 1917 decise di dedicare tutta la sua vita al Signore e alla Vergine Maria. Fin dalla giovinezza si distinse per il suo grande amore verso il Signore e la Chiesa, allo stesso tempo dedicò molto tempo ai suoi studi; parlava e scriveva perfettamente il francese, scrisse piccole opere letterarie e apprese l’arte della pittura.

La svolta della sua vita spiriutale avvenne dopo la lettura di “Storia di un’Anima”, ed è allora che decise di diventare come Santa Teresa di Lisieux, Carmelitana. Il 21 aprile del 1926 decise di fare il suo ingresso nel Carmelo San Giuseppe di Rio de Janeiro. Ricevette il Santo Abito il 24 ottobre 1926 e come nome religioso scelse di chiamarsi Suor Maria Carmela della Santissima Trinità.

Dopo i primi anni nel Monastero esercitò l’Ufficio di Maestra delle novizie, sub-Priora e infine Priora In tutto questo periodo si distense per la sua grandissima umiltà. Era la prima ad esercitare anche i lavori più umili. Era la prima a dare l’esempio di umiltà e pazienza verso tutte le monache.

Nel 1949 tornò ad essere maestra delle novizie; fu il periodo in cui cominciarono i suoi gravi problemi di salute.

Nel 1952 nuovamente diresse il Carmelo e sarà lì che nascerà l’idea della fondazione di un nuovo Monastero, il Carmelo del Sacro Volto e Pio XII che venne eretto nella Diocesi di Taubaté, il cui Vescovo era Mons. Francisco Borja do Amaral. Era il 24 agosto 1953.

Partirono sei monache ad accompagnare M. Maria Carmela, ormai per tutti Madre Carminha. Subito le monache si fecero amare da tutta la popolazione, in particolare la Serva di Dio era considerata da tutti una santa. Erano molte le persone che chiedevano di essere seguite spiritualmente da lei.

Il 12 settembre 1961, M. Carminha, lasciò la guida del Monastero a M. Antonietta Maria, poichè ormai i suoi problemi di salute cominciavano seriamente ad aggravarsi.

Il 13 luglio 1966 la Serva di Dio si spense santamente in concetto di santità.

L'Inchiesta diocesana sulla "vita, virtù e fama di santità" è stata aperta il 7 febbraio 2010 e chiusa il 10 novembre 2012, presso la diocesi di Taubaté.

Il decreto sulle virtù eroiche è stato promulgato il 23 gennaio 2020.