Nacque a Einsiedeln in Svizzera, il 31 gennaio 1864 come quarto figlio e secondogenito di Johannes Adelrich Benziger e di Anna Maria Koch von Boswayal.
La famiglia Benziger apparteneva alla nobiltà ed erano gli editori della Santa Sede. Oltre a ciò la famiglia era profondamente fedele alla fede cattolica.
Il ragazzo ricevette una formazione liberale diversificata. Dopo la morte improvvisa del fratello maggiore, il padre pensò di fare di Adelrich il suo successore nel commercio della pubblicazione. Ma il giovane non aveva ambizione in materia. Voleva diventare sacerdote. Suo padre organizzò un corso a Parigi per lo studio del francese; fu mandato in Inghilterra per studiare l'inglese. Studiò filosofia e teologia presso l'Università di Eichstatt, in Germania.
Si unì al noviziato carmelitano di Bruges il 26 maggio 1884 prendendo il nome di Aloisio di Santa Maria. Ricevette i voti temporanei il 28 maggio 1885. Il suo soggiorno nel noviziato gli diede occasione di essere in contatto con p. Alphonse di Madre Addolorata, che una volta era missionario in India. Fece la sua professione solenne il 28 maggio 1888. Fu ordinato sacerdote il 22 dicembre 1888 dal vescovo ausiliare di Gand, l'arcivescovo H. Lambrechts.
Dopo la sua ordinazione, scrisse ripetutamente al padre generale dell'ordine dei Carmelitani Scalzi esprimendo il suo desiderio di andare in missione. Vedendo la ferma volontà di p. Aloisio il padre generale gli concesse il permesso e la Congregazione di propaganda emise il brevetto di missionario per lui. Lasciò il monastero di Gand il 28 agosto 1890 e raggiunse l'India il 9 ottobre 1890.
Il primo compito che p. Aloisio ricevette al suo arrivo in India fu quello di professore di inglese, latino, teologia dogmatica e sacra scrittura nel seminario di Puthenpally. Svolse anche l’incarico di direttore spirituale dei seminaristi. L'arcivescovo Ladislao Zaleski, delegato apostolico per le Indie orientali, fece una visita al seminario nel 1892. Fu impressionato dall'atteggiamento orante e dalla vita esemplare di padre Aloisio. Con il permesso dei superiori, lo nominò suo segretario privato.
Mentre era ancora il segretario privato del delegato apostolico, fu eletto come coadiutore del vescovo di Quilon. P. Aloisio ricevette l'ordinazione episcopale a Kandy il 18 novembre 1900. Il suo motto era: per crucem (attraverso la croce). Subito dopo la consacrazione fu nominato Vicario generale della diocesi di Quilon. Il vescovo di Quilon morì a Gand il 14 agosto 1905. Il vescovo Aloisio, che fu coadiutore, prese la carica della diocesi di Quilon il 14 settembre 1905. Governò la diocesi per 31 anni, cinque anni come coadiutore e 26 anni come vescovo.
Era un pastore missionario, un vescovo mendicante che andava in cerca di aiuti finanziari per l'opera missionaria. Era un diligente promotore della riunione. Giocò un ruolo significativo nel ritorno dell'Arcivescovo Mar Ivanios e del suo compagno alla Chiesa cattolica e alla formazione del rito siro-malabarico. Stanco e malato, si dimise dal suo ufficio il 10 agosto 1931 e si ritirò nel monasteri di Carmel Hill, Trivandrum. Nel 1931 fu nominato arcivescovo titolare di Antinoe.
A Carmel Hill visse una vita di solitudine e di preghiera. Usciva solamente per ascoltare le confessioni di alcune comunità religiose. I lunghi viaggi erano pochissimi: in assenza del vescovo di Quilon, egli dovette recarsi nella sua antica sede per benedire l'olio santo; nel 1937, si recò di nuovo a consacrare il suo successore. Il suo ultimo viaggio all'estero è stato nel 1938 in Europa per accompagnare e introdurre l'arcivescovo V. Dereira, il suo successore, ai membri della sua famiglia e ad alcuni altri benefattori.
Il 25 marzo 1942, mentre celebrava la Santa messa nella cappella del noviziato, cadde sull'altare. I suoi ultimi giorni sono stati i giorni di intensa sofferenza. Il 16 agosto ricevette gli ultimi sacramenti dall'Arcivescovo Vincent Dereira, suo successore a Trivandrum.
Il 17 agosto tornò alla casa del Padre.
Il 17 agosto del 2017 si è dato inizio all’Inchiesta diocesana sulla “vita, virtù e fama di santità”.
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1) Per poter esaminare la Positio compilare l'apposito modulo di richiesta presente in questa pagina.
2) Se la richiesta verrà accettata, invieremo in seguito le condizioni e le istruzioni per consultare il documento.
1. Le norme canoniche riguardanti la procedura da seguire nelle Cause dei Santi sono contenute nella Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister promulgata da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 (AAS LXXV, 1983, 349-355).
2. Per iniziare una Causa occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio ed obiettività nella valutazione del caso e per far decantare le emozioni del momento. Tra la gente deve essere chiara la convinzione circa la sua santità (fama sanctitas) e circa l’efficacia della sua intercessione presso il Signore (fama signorum).
Nacque a Valencia (Spagna) il 30 marzo 1862, in una famiglia cristiana di buona posizione socio-economica. Fu battezzata il 31 marzo 1862 nella chiesa di Santo Stefano, nella quale furono battezzati anche San Vincenzo Ferrer e San Luigi Bertrán. Ricevette una accurata formazione umana e cristiana, che contrastava con la mentalità razionalista che si apriva lentamente nella società valenciana del momento e che dette luogo ad una ondata di scristianizzazione. Nel periodo dell'adolescenza e della gioventù, rafforzò la sua vita come cristiana, nutrendosi delle devozioni religiose proprie del momento storico in cui visse, specialmente della devozione a Gesù Sacramentato, all'Immacolata Concezione, a San Giuseppe e a Santa Teresa che la portarono, a loro volta, ad acquisire progressivamente una maggiore sensibilità ed impegno verso i più bisognosi.
Molto presto scoprì il dono dell'amore di Dio che stava sfociando abbondantemente nel suo cuore (cfr. Rm 5, 5) e fece propria la missione di accogliere questo dono nella sua vita allo scopo di essere «Santuario di Dio, dimora dello Spirito» (cfr. 1 Cor 3, 16). La sua intensa vita di preghiera, la sua costante relazione con Dio, furono la forza che resero possibile che in ella maturassero i frutti propri di colui che vive secondo lo Spirito: la gioia, l'umiltà, la costanza, il dominio di se stesso, la pace, la bontà, la dedizione, la laboriosità, la solidarietà ... la fede, la speranza e l'amore. Per tutto questo, coloro che la conobbero ce la presentano come una donna che «Riuscì a vivere l'ordinario in modo straordinario».
Aveva appena 18 anni, quando scoprì che la volontà di Dio sulla sua vita era quella di darsi tutta ed abbandonarsi del tutto alla causa del Regno, per mezzo dell'evangelizzazione e del servizio alla donna operaia, interessandosi alle condizioni di vita e lavorative di queste giovani: una realtà di sofferenza che osservava dalla carrozza che la conduceva da Valencia alla spiaggia di Nazaret, dove la famiglia aveva una casa per riposo e sollievo.
Nel 1884, dopo vari anni di difficoltà ed ostacoli posti, specialmente, dall'allora Arcivescovo di Valencia, il Cardinale Antolín Monescillo, che la reputava troppo giovane per portare a compimento la proposta che gli fece di fondare una Congregazione Religiosa, ottenne da questo il permesso necessario per aprire una casa che accogliesse, formasse e ridesse dignità alle operaie che, dato il crescente processo di industrializzazione del secolo XIX, si spostavano dai paesi alla città per lavorare nelle fabbriche, dove erano considerate meri strumenti di lavoro; «Grande è la tua fede e la tua costanza. Vai ed apri un asilo per queste operaie per le quali con tanta sollecitudine ti interessi e per le quali il tuo cuore sente tanto affetto». Alcuni mesi dopo, in questa stessa casa si inaugurò una scuola per le figlie delle operaie; altre giovani si unirono al suo progetto condividendo gli stessi ideali. Da questo momento cominciò a prendere forma nella sua vita quello che sperimentò come volontà di Dio: «Io e tutto il mio per le operaie». Non si trattava di una frase fatta, era lo spazio che rendeva possibile la chiamata di Dio e la risposta di una persona, Giovanna Maria Condesa Lluch.
Convinta che la sua opera fosse frutto dello Spirito e desiderosa che divenisse una realtà ecclesiale, continuò ad insistere per ottenere il permesso di potersi organizzare come Congregazione Religiosa e così seguire Cristo, dando la vita per Lui nel servizio alle operaie, un impegno che le richiese l'esclusività e, da qui, la sua scelta di vivere in castità, in obbedienza ed in povertà in modo radicale. Purificata nella prova e mantenendo uno spirito sereno, fermo e fiducioso: «Signore, mantienimi ferma accanto alla tua Croce», facendo della fede la sua luce, della speranza la sua forza e dell'amore la sua anima, ottenne l'approvazione diocesana dell'Istituto nel 1892, che crebbe in membri e si estese in diverse zone industriali; nel 1895 emise la Professione temporanea insieme alle prime suore e nel 1911 la Professione perpetua.
Durante tutti questi anni la sua vita, vissuta sull'esempio della Vergine Immacolata, fu una donazione incondizionata alla volontà di Dio, facendo sue le parole di Maria all'annuncio dell'Angelo: «Eccomi sono l'ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola» (Lc 1, 38), parole che si trasformarono in chiave di spiritualità e in stile di vita, fino al punto di definirsi come «ancella della Ancella del Signore» e di dare nome e significato alla Congregazione da lei fondata.
Il 16 gennaio 1916, Madre Giovanna Maria Condesa Lluch passò a contemplare il volto di Dio per tutta l'eternità, raggiungendo quell'anelito di santità manifestato tante volte alle suore con queste parole: «Essere santa nel cielo, senza alzare polvere sulla terra». Espressione che denota come la sua vita sia trascorsa secondo lo Spirito di Cristo Gesù, coniugando la più sublime delle esperienze, l'intimità con Dio, con l'impegno che le giovani operaie raggiungessero anche questa sublime vocazione, essere immagine e somiglianza del Creatore, e che pose come manifesto il suo essere «Donna biblica, piena di coraggio nelle scelte ed evangelica nelle opere», così come fu definita da uno dei Consultori Teologi che ne studiò le virtù.
L'Istituto, nutrito dalla ferma volontà della sua Fondatrice, il 14 aprile 1937 ottenne l'approvazione temporanea pontificia da parte di Sua Santità Pio XI ed il 27 gennaio 1947 l'approvazione definitiva da parte di Sua Santità Pio XII.
La cerimonia della beatificazione si è svolta il 23 marzo 2003.
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